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11 febbraio 2026
15:11

Lavoro Domestico, al Ministero del Lavoro aggiornati i minimi retributivi dal 1° gennaio 2026: adeguamento Istat dell’1% a tutela del potere d’acquisto

ministerolavoro26

Blanca: «Rafforzata ulteriormente la funzione della contrattazione collettiva come presidio stabile di tutela e di riconoscimento professionale in un settore essenziale per il welfare delle famiglie e per la coesione sociale del Paese»

Roma, 11 febbraio 2026 – Nuovi minimi retributivi per il lavoro domestico a partire dal 1° gennaio 2026. La Commissione Nazionale prevista dall’art. 38 del Contratto collettivo nazionale di settore, riunita in videoconferenza presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha recepito la variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo, pari all’1%, procedendo all’aggiornamento delle retribuzioni e dei valori convenzionali di vitto e alloggio.

Alla riunione hanno partecipato le parti firmatarie la contrattazione nazionale di settore, la Fisascat Cisl e le altre organizzazioni sindacali di categoria, e le associazioni datoriali Fidaldo e Domina.

L’adeguamento dell’1% viene applicato ai nuovi minimi retributivi già definiti con il rinnovo del Contratto nazionale sottoscritto nell’ottobre scorso; la rivalutazione si calcola quindi sulle retribuzioni aggiornate dal recente accordo, rafforzando la tutela rispetto all’aumento del costo della vita.

L’aggiornamento riguarda tutte le lavoratrici e i lavoratori del settore, conviventi e non conviventi, e si traduce in un incremento sui minimi contrattuali in vigore. Per i lavoratori conviventi, il minimo mensile del livello A si attesta a 908,10 euro, quello del livello AS a 958,55 euro, il livello B a 985,16 euro, il BS a 1.053,39 euro, il livello C a 1.123,63 euro, il CS a 1.193,84 euro, il D a 1.404,51 euro e il DS a 1.474,73 euro. Anche le indennità collegate alle diverse mansioni e condizioni di lavoro vengono adeguate proporzionalmente. Per i lavoratori non conviventi, i minimi orari aggiornati variano, a seconda del livello di inquadramento, fino ad arrivare a 9,97 euro l’ora.

Sono stati inoltre rivalutati i compensi per l’assistenza notturna, che raggiungono 1.211,38 euro mensili per i lavoratori che assistono persone autosufficienti e 1.695,99 euro per coloro che si prendono cura di persone non autosufficienti, così come la presenza notturna, fissata a 811,09 euro mensili. Vengono aggiornati anche i valori convenzionali di vitto e alloggio: il totale giornaliero dell’indennità sostitutiva è pari a 6,66 euro, di cui 2,33 euro per il pranzo o la colazione, 2,33 euro per la cena e 2,00 euro per l’alloggio. Adeguate, infine, anche le ulteriori indennità previste dal contratto nazionale, tra cui la certificazione delle competenze.

L’adeguamento Istat rappresenta uno strumento strutturale di tutela del potere d’acquisto in un comparto che coinvolge circa 817mila assistenti familiari regolarizzati in Italia – tra colf, badanti e baby sitter – che svolgono un ruolo essenziale nel sistema di cura e assistenza del Paese, garantendo quotidianamente supporto alle famiglie e contribuendo alla tenuta sociale ed economica delle comunità. «L’articolo 38 del nostro Contratto nazionale - ha dichiarato Aurora Blanca, segretaria nazionale Fisascat Cisl - introduce un meccanismo automatico di adeguamento dei minimi retributivi all’andamento dell’inflazione che rappresenta una vera norma di civiltà. Nel lavoro domestico nulla è scontato: questo automatismo è il frutto della contrattazione e della responsabilità delle parti. In questa occasione abbiamo condiviso l’applicazione dell’adeguamento nella misura del 90% dell’inflazione corrente, pari all’1%, garantendo un recupero concreto del potere d’acquisto. Dopo il rinnovo sottoscritto a ottobre, questo passaggio rafforza ulteriormente la funzione della contrattazione collettiva come presidio stabile di tutela e di riconoscimento professionale in un settore essenziale per il welfare delle famiglie e per la coesione sociale del Paese».

La Fisascat Cisl continuerà a monitorare l’applicazione del CCNL, delle nuove tabelle retributive e a sostenere, attraverso la contrattazione e il confronto istituzionale, percorsi di qualificazione e valorizzazione del lavoro domestico, valorizzando al contempo le famiglie datrici di lavoro.

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Redazione: Fisascat Cisl
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