Sicurezza Privata, a Bruxelles la riunione del Dialogo Sociale settoriale europeo: qualità degli appalti, contrasto al dumping contrattuale e qualità del lavoro al centro del confronto

A gennaio due dichiarazioni congiunte siglate dalle Parti Sociali EU recepiscono la contrattazione di anticipo proposta dalla Fisascat Cisl
Roma, 31 marzo 2026 – Rafforzare la qualità dei servizi di sicurezza nell’ambito del settore della vigilanza privata, contrastare il dumping contrattuale e investire sulle competenze per rendere il comparto più attrattivo. Sono questi alcuni dei temi al centro dell’incontro del Dialogo Sociale Europeo settoriale, promosso dalle parti sociali europee UNI Europa e CoESS il 10 e 11 marzo a Bruxelles.
Al meeting ha partecipato anche la Fisascat Cisl con Gianfranco Brusaporci, responsabile delle relazioni internazionali della Federazione, insieme ai rappresentanti sindacali e datoriali del comparto provenienti da tutta Europa. Tra i principali nodi affrontati, il tema degli appalti pubblici, considerato uno degli elementi chiave per il futuro del comparto.
Le parti sociali europee hanno ribadito la necessità di superare il criterio del massimo ribasso, ancora troppo diffuso, che rischia di comprimere salari, diritti e qualità dei servizi, favorendo una competizione basata esclusivamente sul prezzo. In questo quadro si inserisce anche il percorso avviato a livello europeo nei mesi precedenti.
Nel gennaio 2026, UNI Europa e CoESS hanno condiviso una dichiarazione congiunta in risposta alla consultazione pubblica dell’UE sulla Direttiva degli appalti pubblici; il documento richiama la necessità di rafforzare la clausola sociale, valorizzare la qualità negli appalti e garantire il pieno rispetto della contrattazione collettiva e della legislazione vigente.
La dichiarazione congiunta settoriale sulla sicurezza privata entra inoltre nel merito delle principali criticità della Direttiva europea, indicando strumenti concreti per riqualificare il comparto: dalla piattaforma unica europea di e-procurement, con un database verificato delle imprese riutilizzabile nelle diverse procedure di gara per semplificare gli adempimenti e ridurre gli oneri amministrativi, all’introduzione di un rapporto minimo 60/40 a favore dei criteri qualitativi rispetto al prezzo, fino a clausole modello di settore e meccanismi certi di revisione dei prezzi collegati ai cambiamenti normativi, contrattuali e inflattivi. Misure che puntano a rafforzare la competitività delle imprese sane, la partecipazione delle PMI e la qualità del lavoro nel settore della vigilanza privata.
Tra i punti qualificanti del documento emerge il riferimento al “dialogo preventivo” tra amministrazioni aggiudicatrici e parti sociali nelle fasi antecedenti alla definizione delle gare; un’impostazione che va nella direzione di prevenire il dumping e migliorare la qualità dei servizi e che richiama il modello della contrattazione di anticipo promosso dalla Fisascat Cisl a livello europeo nel Comitato Esecutivo organizzato al Cese a Bruxelles il 18 e il 19 febbraio 2025. Lo stesso principio è stato successivamente recepito anche nella seconda dichiarazione congiunta sottoscritta, oltre che da UNI Europa e CoESS, anche da FoodService Europe, EFCI ed EFFAT, estendendo ai settori della ristorazione collettiva, delle pulizie e del facility management un’impostazione fondata sulla qualità degli appalti, sulla sostenibilità dei servizi e sul rafforzamento del confronto preventivo con le parti sociali.
Nel confronto di Bruxelles è emersa inoltre la necessità di rafforzare le politiche di contrasto al lavoro non dichiarato e di investire con decisione sullo sviluppo delle competenze e sulla formazione, leve fondamentali per accompagnare le transizioni in atto in un settore sempre più esposto all’innovazione tecnologica.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla definizione del programma di lavoro del confronto europeo per il biennio 2026-2027, con un’attenzione particolare ai temi dell’inclusione, della diversità e della parità di genere. Dall’incontro è emersa con chiarezza la necessità di un rafforzamento del ruolo del dialogo sociale settoriale europeo come leva strategica per governare le trasformazioni del comparto, migliorare la qualità del lavoro e garantire servizi più efficienti e sicuri per cittadini e istituzioni.
Il confronto si è inserito nel quadro delle attività del progetto europeo “INTEL – Next Generation”, focalizzato sulle trasformazioni del lavoro e sulle criticità strutturali del settore, a partire dalla crescente difficoltà di reperire manodopera qualificata e dalla necessità di migliorare le condizioni di lavoro per rendere più attrattive le professioni della sicurezza privata.
«Il confronto europeo conferma che la qualità degli appalti è oggi una questione centrale non solo per le condizioni di lavoro, ma anche per la sicurezza e l’efficienza dei servizi – ha dichiarato Gianfranco Brusaporci –. Superare definitivamente la logica del massimo ribasso e rafforzare il ruolo del dialogo sociale significa costruire un modello più sostenibile, capace di valorizzare il lavoro e garantire standard elevati nei servizi essenziali».
«In questo quadro - ha aggiunto - assume un rilievo politico particolarmente significativo il riconoscimento, in ben due dichiarazioni congiunte delle parti sociali europee, di strumenti come il “dialogo preventivo”, che richiama direttamente il principio della contrattazione di anticipo promosso dalla Fisascat Cisl a livello europeo. Un risultato non scontato, che rafforza il nostro contributo al dibattito sindacale sulla riforma della Direttiva appalti e apre uno spazio importante per governare la qualità degli appalti, la tutela del lavoro e la sostenibilità dei servizi».
«Il recepimento in due distinti documenti europei di principi come qualità degli appalti, clausola sociale, revisione dei prezzi e contrattazione di anticipo – ha sottolineato Giusi Sferruzza, segretaria nazionale Fisascat Cisl – rappresenta un riferimento politico e contrattuale di grande rilievo anche per il rinnovo del contratto collettivo nazionale della vigilanza privata e dei servizi di sicurezza in Italia con le trattative avviate le scorse settimane».
«Aver consolidato queste posizioni a Bruxelles – ha concluso la sindacalista - richiama tutte le parti sociali e datoriali alla massima coerenza anche nel confronto nazionale, a partire dalla valorizzazione della qualità del lavoro, anche attraverso il superamento del massimo ribasso».
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