Terzo Settore Socio-Sanitario Assistenziale Educativo, presentate le piattaforme per il rinnovo dei contratti nazionali Cooperative Sociali e Uneba

Roma, 30 marzo 2026 - La Fisascat Cisl e le altre organizzazioni sindacali di categoria hanno presentato le piattaforme unitarie per il rinnovo dei contratti nazionali Cooperative Sociali e Uneba, scaduti il 31 dicembre 2025 e applicati rispettivamente a oltre 420mila e 126mila addetti del terzo settore socio-sanitario assistenziale educativo. Al centro di entrambe le piattaforme una richiesta forte e condivisa: il rafforzamento del valore del contratto nazionale come strumento di tutela, qualità del lavoro e garanzia dei servizi, insieme alla necessità di superare le differenze economiche e normative presenti nel settore e contrastare il dumping contrattuale.
In comune anche la richiesta di aumenti salariali significativi, l’introduzione di meccanismi automatici di tutela del potere d’acquisto in caso di ritardi nei rinnovi, il rafforzamento delle relazioni sindacali e della partecipazione, la valorizzazione delle professionalità attraverso una revisione degli inquadramenti nel sistema di classificazione del personale e della formazione continua, oltre al potenziamento dei diritti e delle tutele su orario di lavoro, conciliazione vita-lavoro, salute e sicurezza. Entrambe le piattaforme puntano inoltre a stabilizzare l’occupazione, ridurre la precarietà e il part-time involontario, rafforzare il sistema indennitario e istituire un fondo per il sostegno al reddito e il ricambio generazionale, con un’attenzione crescente anche alla previdenza complementare.
Accanto agli elementi comuni emergono alcune specificità. Per le Cooperative Sociali, la piattaforma insiste sull’esigibilità del contratto nazionale e sul potenziamento della contrattazione integrativa, sul pieno riconoscimento della quattordicesima mensilità, sull’istituzione di un fondo contrattuale per il sostegno al reddito, sull’inserimento della formazione ECM e su una revisione dell’organizzazione del lavoro che includa, tra l’altro, il riconoscimento dei tempi di spostamento nei servizi domiciliari, il superamento della reperibilità con vincoli di permanenza e la riduzione degli orari di lavoro per contrastare gli abusi delle notti passive.
Nel caso di Uneba, particolare attenzione è posta al percorso di armonizzazione complessiva con gli altri contratti del comparto e al rafforzamento delle tutele economiche in caso di malattia e infortunio, con la richiesta di copertura al 100% della retribuzione, sull’eliminazione di istituti come il servizio passivo notturno in struttura e su una revisione più stringente della banca ore e dell’organizzazione dei turni, per garantire maggiore certezza salariale e migliori condizioni di lavoro.
«Queste piattaforme – sottolinea Aurora Blanca, segretaria nazionale della Fisascat Cisl – puntano a rimettere al centro il valore del lavoro nel terzo settore socio-sanitario assistenziale educativo. Servono rinnovi contrattuali che riconoscano pienamente la professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori, rafforzino diritti e tutele e rendano il settore più attrattivo, anche attraverso un deciso investimento sulle retribuzioni con il potenziamento del potere di acquisto, e sulla qualità dell’occupazione per offrire soluzioni negoziate alla conciliazione vita lavoro».
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